Il concetto di progresso fu introdotto per la prima volta da Jean-Antoine-Nicolas Caritat, marchese di Condorcet. Secondo lui, lo spirito umano tende a migliorare continuamente e indefinitamente e le condizioni sociali sono destinate a migliorare sia materialmente che moralmente. Per quanto incerto, il progresso è comunque determinato dal comportamento umano e quindi non inevitabile. Secondo Condorcet, il viaggio umano non solo è in grado di superare inevitabili periodi di declino e crisi storiche, ma è senza dubbio infinito. In effetti, lo spirito umano può diventare più perfetto perché nessuno può fissarne i limiti. Il progresso spirituale porterà alla massima felicità possibile. Questo tono ottimista è stato ovviamente determinato dalla riflessione sui risultati positivi delle rivoluzioni americana e francese. Condorcet non dimentica certo di sottolineare, tuttavia, che molte nazioni e molti popoli vivono ancora nell'oscurità del pregiudizio, dell'ignoranza e della schiavitù, e che il cammino umano non è né lineare né privo di rischi. A tal fine, ha attribuito alla politica i seguenti tre obiettivi: l'eliminazione delle disuguaglianze tra le nazioni, il raggiungimento dell'uguaglianza all'interno degli stessi popoli e la vera perfezione dell'uomo, inclusa la liberazione dal potere tirannico e l'acquisizione della piena responsabilità morale. Alla fine assunse addirittura un mondo senza guerre, grazie all'abbandono della politica coloniale da parte delle potenze europee e ad una più equa distribuzione della ricchezza tra le persone.Secondo Condorcet il futuro comporterà miglioramenti sia per la vita pratica sia per la vita morale, infatti la costruzione di abitazioni solide e confortevoli e un'alimentazione più salutare potranno aiutare a contribuire a debellare molte malattie e ad allungare la durata dell'esistenza. La riflessione di Condorcet si spinge, poi, anche a ipotizzare un mondo senza guerre grazie all'abbandono da parte delle potenze europee della politica coloniale e alla realizzazione di una più equa distribuzione della ricchezza tra gli uomini.
John Locke è il padre dell'empirismo moderno. La ragione non è più considerata assoluta e infallibile, ma è ricondotta nel regno dell'esperienza. Inoltre, attraverso l'analisi delle capacità cognitive, può essere sviluppata una visione realistica delle capacità che un essere umano sarà in grado di acquisire, portando alla consapevolezza che, anche se non può raggiungere la verità assoluta, può acquisire un livello di conoscenza sufficiente per best Un buon modo per guidare le sue azioni. La mente di un neonato, infatti, è come un foglio bianco, cioè privo di capacità di contenuto. Locke credeva che tutta la conoscenza provenisse interamente dall'esperienza. Pertanto, Locke sostiene che dall'esperienza derivano due diversi tipi di idee: idee sensoriali e idee riflessive. Il primo proviene dagli oggetti esterni attraverso i cinque sensi; per esempio, i concetti di sensazione sono caldo, morbido, blu, amaro. I pensieri riflessivi, invece, sono pensieri che provengono...
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